
Come sei venuto a conoscenza di Mechinno? Che cosa ti ha attratto di questa realtà?
Il primo contatto con Mechinno è avvenuto tramite LinkedIn. L’azienda stava cercando qualcuno con un profilo come il mio, e così il reparto HR mi ha contattato. Dal canto mio, volevo avviare una carriera nell’automotive, e quindi ho deciso di intraprendere questa avventura.
Qual è il tuo background e quali pensi siano state le skill chiave che ti hanno permesso di essere inserito nel team?
Il mio percorso accademico in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano mi ha permesso di specializzarmi già dal terzo anno della laurea triennale, con un indirizzo focalizzato su Motori e Turbomacchine. Durante l’elaborazione della mia tesi, ho avuto l’opportunità di lavorare presso un’azienda della provincia di Milano, rinomata per la produzione di macchine da caffè espresso da oltre 100 anni. Lì ho avuto modo di fare esperienza sul campo, approfondendo la progettazione funzionale al processo produttivo, oltre che al prodotto in sé. Allo stesso tempo, frequentavo il “Master in Ingegneria della moto da corsa” a Bologna, che, seppur indirettamente, mi ha portato a entrare in contatto con Mechinno.
Raccontaci del tuo ruolo, di cosa ti occupi oggi in Mechinno?
Oggi lavoro come Engine Systems Designer presso Automobili Lamborghini. Mi sono occupato, in una primissima fase, della definizione delle possibili architetture dell’impianto aria completo per una nuova vettura attualmente in sviluppo. Questa fase ci ha permesso di analizzare, eliminare e sviluppare varie soluzioni, fino a scegliere quella attualmente in fase di sviluppo. Una volta definita l’architettura generale, mi è stata affidata la proprietà del progetto dell’Intake Manifold (Collettore di aspirazione) che per il nostro cliente è uno dei componenti critici nello sviluppo del motore. Ormai è più di un anno che sto sviluppando questo componente a 360°, interfacciandomi con i proprietari delle componenti limitrofe e con l’ufficio CFD con cui stiamo affinando la fluidodinamica e le prestazioni. È un lavoro continuo e molto stimolante e avrà un importante impatto finale sulla vettura nel suo complesso.
Ormai è da un po’ che sei in Mechinno. Qual è la tua storia? Hai qualche consiglio per chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo?
Sì, ormai sono più di sei anni, e sono volati! In Mechinno ho avuto la possibilità di collaborare con clienti di altissimo livello, vivendo esperienze di durata variabile, ma le tre più significative sono state sicuramente in Ferrari, Dallara e Lamborghini. Durante questi anni ho potuto spaziare dall’architettura del veicolo alla progettazione di componenti e attrezzature per la Formula 1, passando per la realizzazione di stampi e componenti in carbonio e altri materiali compositi, fino alla progettazione di motori ad alte prestazioni. Nel frattempo, ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere molte persone e imparare tantissimo da ognuna di loro. Ho anche avuto l’opportunità di realizzare il sogno che avevo da bambino: contribuire alla creazione di una vettura di Formula 1. Se me lo avessero detto ai tempi dell’università, probabilmente non ci avrei creduto! A chi desidera intraprendere un percorso simile, mi sento di dare qualche consiglio: la perseveranza è fondamentale e gli errori sono i nostri migliori insegnanti; è essenziale mettere passione in ciò che si fa, perché se ci tieni davvero, i risultati arrivano; bisogna mantenere sempre uno sguardo attento su ciò che ci circonda, perché c’è sempre qualcosa da imparare che può tornare utile; e poi non bisogna mai avere paura di mettersi in gioco, sempre con umiltà e senza arroganza.
Cosa preferisci del tuo ruolo e qual è stata la tua maggiore soddisfazione?
Nel mio ruolo amo affrontare le sfide e trovare sempre la soluzione, con l’obiettivo di raggiungere il miglior risultato possibile. In alcuni casi, mi piace anche confrontarmi con le diverse figure professionali all’interno dell’azienda, per poter garantire un esito ottimale.
La mia più grande soddisfazione è stata vedere il prototipo della prima macchina su cui avevo lavorato da apprendista funzionare perfettamente.





