
Come sei venuto a conoscenza di Mechinno? Che cosa ti ha attratto di questa realtà?
La prima volta che ho conosciuto Mechinno risale a molti anni fa, durante un corso di CAD che stavo frequentando: il relatore era uno dei soci fondatori dell’azienda. Qualche tempo dopo, mentre cercavo nuove opportunità perché non ero soddisfatto della mia precedente esperienza lavorativa, mi sono imbattuto su un noto social network professionale in un’offerta di Mechinno. Era il 2012, e da allora faccio parte di questa realtà.
Qual è il tuo background e quali pensi siano state le skill chiave che ti hanno permesso di essere inserito nel team?
Mi sono laureato nel 2002 presso l’Università di Modena in Ingegneria dei Materiali. Per quanto il mio settore di studio non fosse proprio attinente all’ambito automobilistico – che è quello dei nostri principali clienti -, la conoscenza dell’ingegneria e delle proprietà dei materiali mi ha permesso di riuscire a svolgere tutti i lavori che in questi anni si sono succeduti. Un’altra caratteristica che penso di avere, e che ha anche avuto un ruolo chiave quando feci il colloquio d’assunzione in Mechinno, è l’attenzione ai dettagli. Mi ricordo ancora che il selezionatore di quel tempo mi disse che, nel realizzare un pezzo durante una prova CAD, ero stato uno dei pochi ad accorgermi di uno sformo.
Raccontaci del tuo ruolo, di cosa ti occupi oggi in Mechinno?
Attualmente ricopro il ruolo di progettista e Team Leader per un nuovo cliente attivo nella produzione di macchinari agricoli. È un’esperienza particolarmente stimolante e diversa dalle precedenti, perché oltre alla progettazione dei macchinari – numerosi e complessi – il progetto, gestito internamente, prevede anche il coordinamento diretto con il cliente, un’attività impegnativa ma estremamente formativa.
Ormai è da un po’ che sei in Mechinno. Qual è la tua storia? Hai qualche consiglio per chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo?
Prima di entrare in Mechinno avevo già maturato alcuni anni di esperienza nel settore degli stampi. Ho iniziato realizzando componenti per telai automobilistici in un’azienda del mio paese, per poi passare alla progettazione di stampi nel settore ceramico. Quest’ultima esperienza, però, non rispondeva pienamente alle mie aspirazioni: sentivo il desiderio di tornare a un ambito più vicino alla progettazione e al mondo Automotive, in un contesto più stimolante. Quando mi hanno contattato dal team HR di Mechinno, ne sono stato davvero felice, perché sapevo che la consulenza mi avrebbe offerto proprio ciò che cercavo: la possibilità di progettare e di crescere professionalmente. E oggi, dopo tredici anni in questa azienda, penso che il valore aggiunto di lavorare in Mechinno stia nella possibilità di confrontarsi con realtà diverse del nostro territorio, vivendo esperienze molto variegate e acquisendo notevoli competenze professionali di grande spessore.
Cosa preferisci del tuo ruolo e qual è stata la tua maggiore soddisfazione?
Del mio ruolo mi piace il fatto di poter fare tante esperienze diverse, cosa che consente di aver visto quasi tutte le possibili tecnologie di produzione in circolazione. Tanti dei miei compagni di studi universitari non possono di certo dire lo stesso.
Per quello che riguarda le soddisfazioni legate al mio lavoro devo dire che ne ho avute molte, perché in tutti i posti in cui sono stato ho sempre cercato di fare del mio meglio, questo mi ha consentito di avere crescenti responsabilità. In Lamborghini ho fatto parte di una task force costituita per affrontare una criticità importante, emersa quando ci si accorse che i motori elettrici montati sulla Revuelto non garantivano le prestazioni attese. Un’altra grande soddisfazione l’ho vissuta in un’altra prestigiosa azienda automobilistica, quando il capo officina, montando un impianto da me progettato, mi fece pubblicamente i complimenti, lasciandomi anche un biglietto che conservo ancora. In CNH ricevetti un encomio verbale dall’ingegnere capo con cui collaboravo, mentre in Ducati vedere realizzati i componenti che avevo progettato mi ha davvero riempito d’orgoglio. Anche il percorso che mi ha portato a diventare Team Leader e a gestire un progetto interno complesso rappresenta per me una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera.





