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“A chi volesse intraprendere un percorso simile al mio, il consiglio che mi sento di dare è di non farsi scoraggiare dalla distanza tra ciò che si è fatto e ciò che si vuole fare. Con determinazione, apertura mentale e voglia di apprendere, è possibile costruirsi una nuova strada anche partendo da basi molto diverse. La chiave è credere nel cambiamento e non avere paura di rimettersi in discussione”

Come sei venuto a conoscenza di Mechinno? Che cosa ti ha attratto di questa realtà?

Sono venuto a conoscenza di Mechinno attraverso l’ISSAM di Modena, durante l’ultimo anno del mio percorso formativo. In quell’occasione, mi è stata proposta come possibile azienda in cui svolgere il tirocinio curricolare. Ciò che mi ha colpito fin da subito è stata la natura dinamica del mondo della consulenza, un contesto che offre la possibilità di confrontarsi con progetti sempre diversi e stimolanti. In particolare, mi ha attratto la prospettiva di poter collaborare con aziende di rilievo nel settore automotive, da sempre la mia più grande passione.

Qual è il tuo background e quali pensi siano state le skill chiave che ti hanno permesso di essere inserito nel team?

Subito dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto Tecnico Aeronautico di Forlì, mi sono trasferito a Malta, dove ho iniziato a lavorare come tecnico manutentore nella sede locale di Lufthansa. Dopo sei mesi, ho deciso di rientrare in Italia per svolgere la stessa mansione presso una scuola di volo nei dintorni di Bologna, proseguendo per altri sei mesi.
Al termine di questa esperienza, ho capito che la mia vera passione era il settore Automotive. Per avvicinarmi a questo mondo, ho frequentato un corso tecnico presso una scuderia di Superbike e, successivamente, sono entrato in Ducati come operaio, dove ho lavorato per quasi un anno. Questo impiego mi ha permesso di sostenere economicamente gli studi presso l’ISSAM di Modena, che ho iniziato a frequentare subito dopo.
Credo che gli anni trascorsi tra il lavoro tecnico-manuale e quelli dedicati allo studio siano stati determinanti per il mio percorso. Mi hanno consentito di accedere a un ambito completamente nuovo per me, come la progettazione e l’ingegneria, fornendomi una visione completa e integrata del mondo della meccanica, dalla pratica alla teoria.

Raccontaci del tuo ruolo, di cosa ti occupi oggi in Mechinno?

Oggi, dopo due anni in Mechinno, mi occupo della progettazione del routing di cablaggi elettrici sui veicoli. Il mio ruolo non si limita alla sola parte tecnica, ma include anche la ricerca di soluzioni ottimizzate ed efficienti, con un occhio di riguardo alla convenienza per il cliente. Questo mi permette di contribuire attivamente alla risoluzione di problematiche progettuali, offrendo supporto concreto e mirato lungo tutto il processo di sviluppo.

Ormai è da un po’ che sei in Mechinno. Qual è la tua storia? Hai qualche consiglio per chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo?

La mia storia è un esempio di cambiamento radicale. Prima di entrare in Mechinno, il mio percorso lavorativo era orientato verso attività prettamente manuali, molto distanti dal lavoro d’ufficio e dal mondo della progettazione. Nonostante ciò, ho deciso di mettermi in gioco e affrontare una sfida importante: imparare una professione completamente diversa da quella che svolgevo in precedenza. Non è stato semplice, ma grazie all’impegno costante, alla forza di volontà e a una buona dose di disciplina, sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi e ad acquisire competenze che all’inizio sembravano lontane anni luce dalla mia esperienza.
A chi volesse intraprendere un percorso simile al mio, il consiglio che mi sento di dare è di non farsi scoraggiare dalla distanza tra ciò che si è fatto e ciò che si vuole fare. Con determinazione, apertura mentale e voglia di apprendere, è possibile costruirsi una nuova strada anche partendo da basi molto diverse. La chiave è credere nel cambiamento e non avere paura di rimettersi in discussione.

Cosa preferisci del tuo ruolo e qual è stata la tua maggiore soddisfazione?

Ciò che preferisco del mio ruolo attuale è proprio il fatto che rappresenta il risultato di un percorso di trasformazione personale e professionale. Ogni giorno ho la possibilità di lavorare in un contesto tecnico e progettuale che, fino a qualche tempo fa, mi sembrava irraggiungibile. La mia maggiore soddisfazione è senza dubbio essere riuscito a dimostrare, prima di tutto a me stesso, che è possibile reinventarsi e apprendere una professione completamente nuova. Vedere i progressi quotidiani, comprendere processi che un tempo mi erano sconosciuti e contribuire attivamente ai progetti mi dà un forte senso di realizzazione. È la prova tangibile che con dedizione e costanza si possono ottenere risultati concreti, anche in settori completamente diversi da quelli in cui si è iniziato.