
Come sei venuto a conoscenza di Mechinno? Che cosa ti ha attratto di questa realtà?
Sono venuto a conoscenza di Mechinno navigando su Internet. All’epoca stavo per finire l’università e volevo farmi un’idea delle aziende operanti nel settore automotive. Pochi giorni dopo la laurea ho avuto un primo contatto telefonico con le Risorse Umane. La presenza di un percorso finalizzato all’introduzione ai sistemi CAD, che avevo usato poco all’università, insieme ai nomi prestigiosi presenti tra i clienti di Mechinno, mi hanno convinto ad accettare la proposta di collaborazione.
Qual è il tuo background e quali pensi siano state le skill chiave che ti hanno permesso di essere inserito nel team?
Ho una laurea magistrale in ingegneria meccanica conseguita presso l’Università La Sapienza di Roma. Oltre alla progettazione, durante la realizzazione della mia tesi ho avuto modo di approfondire i temi delle simulazioni FEM e dei test sperimentali, due campi nei quali mi piacerebbe lavorare in futuro.
Essendo questa la mia prima esperienza lavorativa, quando sono entrato potevo contare soprattutto sulle mie competenze accademiche più che su quelle pratiche, ma credo che la mia voglia di imparare abbia colmato questa mancanza.
Raccontaci del tuo ruolo, di cosa ti occupi oggi in Mechinno?
Da oltre due anni e mezzo lavoro per CNH Industrial, principalmente su prototipi. Nei primi tre mesi mi sono occupato di macchine movimento terra, seguendo la progettazione 3D degli impianti elettrici. In seguito, sono passato alla progettazione meccanica, scoprendo l’interessantissimo mondo dei trattori. All’interno del reparto R&D ho seguito diversi progetti: dall’impostazione di un veicolo ibrido, alla bozza preliminare di un impianto idraulico, fino allo studio cinematico di un nuovo sollevatore.
Ormai è da un po’ che sei in Mechinno. Qual è la tua storia? Hai qualche consiglio per chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo?
Mi è sempre piaciuto capire come funzionano le cose e, quando ho scelto l’università, mi è venuto naturale optare per ingegneria meccanica. Sono una persona a cui piace mettersi alla prova, per questo cerco sempre nuovi obiettivi da raggiungere.
Un consiglio? Cercare sempre di essere curiosi e di farsi domande su ciò a cui si lavora, senza limitarsi a eseguire il compito assegnato in modo passivo. A volte è necessario saper pensare fuori dagli schemi per trovare la soluzione.
Cosa preferisci del tuo ruolo e qual è stata la tua maggiore soddisfazione?
Far parte di un gruppo circoscritto mi dà la possibilità di lavorare su gran parte del veicolo e questo non solo mi permette di studiare i singoli sistemi, ma anche di osservare come interagiscono tra loro.
Provo grande soddisfazione nel vedere come il mio coinvolgimento nei progetti aumenti progressivamente, e questo mi fa capire che sto costruendo un rapporto di fiducia sia con il cliente, sia con i miei colleghi.





