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“La maggiore soddisfazione fino ad oggi è stata credere in determinate risorse e vederle crescere con successo all’interno dello stesso contesto lavorativo e progredire nella loro carriera, in particolare ripenso a coloro che hanno iniziato mediante uno Stage ed hanno apportato un valore aggiunto all’Azienda.”

Ciao Mariangela, come sei venuta a conoscenza di Mechinno? Che cosa ti ha attratto di questa realtà?

Lavoro già da diversi anni nell’ambito della consulenza ingegneristica, pertanto conoscevo Mechinno come una delle società di Consulenza più note del territorio Bolognese. Ne sono sempre stata attratta dal core business, incentrato sull’automotive, settore nel quale desideravo accrescere le mie competenze, avendo un background soprattutto nell’ambito dell’automazione industriale.

Raccontaci del tuo ruolo, di cosa ti occupi oggi in Mechinno? Come si svolge una tua giornata tipo

In Mechinno lavoro all’interno dell’Ufficio HR e rivesto il ruolo di Recruiter. Nello specifico mi occupo di ricerca e selezione di profili in ambito ingegneristico-meccanico.

Le ricerche che affronto quotidianamente risultano molto sfidanti, vuoi per la complessità dei profili da ricercare o per la loro scarsa presenza sul mercato. Si tratta per lo più di “Recruiting attivo”. I candidati che ricerco, infatti, devono avere determinate working experience, nonché un certo livello di esperienza.

La mia giornata tipo generalmente mi vede coinvolta in molteplici attività: ricerca attiva dei candidati mediante Linkedin o attingendo dal nostro database interno; screening dei curricula, aggiornamento database; interviste telefoniche ai candidati; conduzione dei colloqui di selezione e gestione del processo di selezione che si conclude presentando una eventuale proposta di assunzione al candidato.

Qual è il tuo background e come valuti il potenziale di crescita all’interno dell’azienda?

Mi sono laureata in Giurisprudenza intraprendendo la carriera forense, ma poi mi sono accorta che gli Studi legali mi stavano un po’ stretti e ho deciso di mirare a qualcosa di diverso: il recruiting. Per affinare le mie competenze ho seguito un corso di formazione riconosciuto dalla Regione, improntato sulle tematiche riguardanti le Risorse Umane, dove ho appreso le metodologie e gli strumenti del reclutamento e della selezione.

Peraltro, durante il mio percorso accademico avevo già avuto la fortuna di maturare una breve esperienza lavorativa all’interno dell’Ufficio Hr di una piccola Azienda di servizi. Il mio compito consisteva nel gestire le pratiche successive alla fase di onboarding dei dipendenti, poi un giorno mi hanno chiesto di partecipare ai colloqui di selezione ed è scoccata la scintilla.

Ormai mi occupo di talent acquisition da diversi anni. Dapprima ho maturato esperienza nel settore retail, a seguire mi sono specializzata nel ramo della consulenza ingegneristica.

Mechinno è una azienda dinamica, con progetti molto innovativi, che cerca di organizzarsi costantemente attraverso processi che ne facilitano il cambiamento nel tempo e l’adattamento al mercato. Ed è attraverso l’organizzazione, le priorità e gli obiettivi che ci stiamo ponendo che prevedo un processo di crescita professionale per un coinvolgimento sempre maggiore nei progetti aziendali.

Lavorando nel recruiting ti interfacci quotidianamente con le necessità di aziende e candidati. Qual è la chiave per conciliare le richieste del mercato con gli interessi e le priorità della nuova generazione? Hai qualche consiglio per chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo?

Ritengo che sia necessario valorizzare maggiormente l’aspetto umano. Le aziende non devono essere orientate solo al mero raggiungimento dell’obiettivo ma devono supportare concretamente i dipendenti dando spazio a momenti di formazione, per aiutarli a capire come muoversi in un ambiente in cui non hanno familiarità. Bisogna investire nella formazione e garantire un percorso di crescita graduale e meritocratico che stimoli i dipendenti a dare il massimo, legando strettamente le proprie ambizioni a nuovi obiettivi di sviluppo per l’azienda stessa.

Per intraprendere il mio percorso, innanzitutto credo che alla base ci debba essere una sorta di vocazione a lavorare a contatto con le persone. Bisogna possedere una naturale propensione alla valutazione, alla relazione, essere introspettivi, empatici. E’necessario utilizzare un approccio diverso per ogni tipo di interlocutore, bisogna capire le esigenze di chi si ha di fronte. Detto ciò, ci sono molti percorsi differenti per affacciarsi a questa professione: sicuramente aiutano molto gli studi umanistici come psicologia, sociologia, scienze della comunicazione, ma molti hr hanno alle spalle anche una Laurea in Giurisprudenza.

Ciò che potrebbe rivelarsi utile ai fini formativi è affrontare un graduate program o una internship che abbiano come focus il mondo HR. Questi percorsi ti permettono di capire le caratteristiche salienti di questa attività, se fa per te o meno; mentre per chi ha già maturato delle esperienze lavorative, un Master dedicato potrebbe essere un Plus ideale.

Cosa preferisci del tuo ruolo e qual è stata la tua maggiore soddisfazione?

Ciò che preferisco del mio ruolo è intervistare i candidati, cercare di entrare in empatia con loro valutandone le soft skills in relazione al contesto in cui verranno inseriti e potranno crescere professionalmente; offrire loro un aiuto concreto a migliorare la propria vita professionale. Ogni colloquio con le persone ti lascia un segno o un insegnamento. La maggiore soddisfazione fino ad oggi è stata credere in determinate risorse e vederle crescere con successo all’interno dello stesso contesto lavorativo e progredire nella loro carriera, in particolare ripenso a coloro che hanno iniziato mediante uno Stage ed hanno apportato un valore aggiunto all’Azienda.