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“Guardando indietro, mi rendo conto di essere stato fortunato nell’essere stato inserito in un gruppo già consolidato, dove non sono mai stato considerato, né dai miei superiori né dai colleghi più esperti, come l’ultimo arrivato e nel quale sono stato guidato nei miei primi passi, sia dal punto di vista puramente tecnico che relazionale.”

Ciao Paolo, come sei venuto a conoscenza di Mechinno? Che cosa ti ha attratto da subito di questa realtà? 

Sono entrato in contatto con questa realtà grazie a Linkedin mentre ero alla ricerca di lavoro in campo ingegneristico. La cosa che mi ha spinto a presentare una candidatura è stato il fatto che i miei interessi personali erano perfettamente in linea con la job description, ma ciò che mi ha davvero convinto è stata la professionalità e l’empatia trasmessami dai recruiter durante i nostri primi contatti puramente conoscitivi.

Qual è il tuo background e come valuti la formazione attraverso il progetto T.E.A.M? Ti è servita?

Dopo aver conseguito laurea triennale e magistrale in ingegneria meccanica a Messina sentivo di voler cominciare a lavorare nel ramo della progettazione, ma allo stesso tempo ero cosciente del fatto di aver bisogno di approfondire le mie competenze nell’utilizzo ad alto livello di software CAD. È proprio per questo che la proposta di entrare a far parte dell’accademia interna di Mechinno prima di essere inserito in un gruppo di lavoro mi è sembrata ancora più allettante. Durante le mie settimane di training ho acquisito e approfondito concetti e conoscenze che durante la mia formazione avevo trattato solo da un punto di vista teorico.

Raccontaci del tuo ruolo, di cosa ti occupi oggi in Mechinno? Come si svolge una tua giornata tipo?

Attualmente faccio parte del team di Engine Installation per una nota realtà che opera in ambito agriculture. Ogni mattina accendo il mio pc e non so mai quali topic mi saranno sottoposti dal cliente: ci sono giornate in cui bisogna semplicemente rifinire progetti già avviati, ma può anche capitare di dover stravolgere completamente un concept per ottenere qualcosa di molto diverso da quello che si immaginava all’inizio. Anche se potrebbe sembrare controintuitivo, per un progettista è sempre un piacere affrontare nuove sfide, e cominciare a lavorare ex novo su un progetto, per quanto complicato sia, rappresenta un grande stimolo a dare sempre il massimo.

Essendo da poco più di un anno che lavori qui, hai avuto modo di interfacciarti sempre con lo stesso cliente. Come valuti la tua esperienza?

Quando si comincia un nuovo lavoro, è fisiologico avere un po’ di difficoltà nell’entrare nella giusta ottica e adattarsi al nuovo ruolo. Guardando indietro, mi rendo conto di essere stato fortunato nell’essere stato inserito in un gruppo già consolidato, dove non sono mai stato considerato, né dai miei superiori né dai colleghi più esperti, come l’ultimo arrivato e nel quale sono stato guidato nei miei primi passi, sia dal punto di vista puramente tecnico che relazionale.

Pur lavorando per un unico cliente, trovo molto stimolante il poter interfacciarmi ogni giorno con molti tecnici e dover cercare insieme a loro soluzioni efficienti per i più disparati problemi che si presentano durante lo sviluppo dei nostri progetti, che siano prototipi o nuove installazioni su corrente prodotto. Mi rendo conto che si tratta di un ventaglio di esperienze che difficilmente sarei riuscito ad ottenere senza il mio ruolo da consulente, che mi consente di ampliare il mio bagaglio di conoscenze giorno dopo giorno.

Cosa preferisci del tuo ruolo e qual è stata la tua maggiore soddisfazione?

In un mondo del lavoro dinamico, poliedrico e in continua evoluzione come quello in cui viviamo oggi non è scontato ricoprire un ruolo che sia coerente con i propri interessi e la propria formazione, e già questa è di per sé una grande soddisfazione. Tuttavia, ritengo di ricevere il più grande appagamento personale quando un mio collega ha necessità di riprendere un mio vecchio progetto e riesce a ricostruirne tutte le fasi con chiarezza e senza riscontrare grosse difficoltà: è quello che mi dà la vera certezza di aver fatto un buon lavoro.